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1 aprile 2012 7 01 /04 /aprile /2012 11:36

MARGHERITA E LUIGI VANNO A SCUOLA

 

 

E’ finalmente arrivato il grande giorno, Margherita e Luigi dovranno ritornare a scuola.

Sono molto contenti perché incontreranno di nuovo i loro amici con cui giocare e potranno raccontare alla loro maestra dove sono andati in vacanza, le avventure che hanno vissuto con mamma e papà al mare ed in montagna.

Ma è ora di preparare tutto quello che servirà per la scuola:

pennarelli, matite colorate, matita da disegno, acquerelli, forbici, gomma, temperino, fazzoletti per il naso, quadernone ad anelli, porta listino ed un cambio ma cosa manca?

Ma certo: la bustina con il bavagliolo e l’asciugamano!

Margherita e Luigi sono super eccitati: chissà se si ricorderanno dove vanno sistemate tutte le cose? E chissà se si ricorderanno dove sono sistemati tutti i giochi della classe o forse la maestra ha cambiato qualcosa in aula.

Hanno una grande voglia di scoprire tutte le novità, in particolare i bambini più piccoli a cui insegnare tutto quello che loro hanno imparato: giocare insieme senza bisticciare, imprestarsi i giochi (quelli della classe sono per tutti i bambini), riordinare, andare in bagno, dove mettere l’asciugamano, la bustina con il bavagliolo, ed un sacco di altre cose… e poi ci sarà la maestra che insegnerà ancora tantissime novità per diventare sempre più grandi e finalmente affrontare la scuola primaria!

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5 marzo 2012 1 05 /03 /marzo /2012 19:15

STORIA DEI BAMBINI  CHE DECIDONO D’ ESSERE AMICI DI TUTTI

 

C’era una volta un bellissimo paese chiamato Colorlandia dove tutto era pieno di colori e tutte le persone che ci abitavano vivevano gioiosamente insieme. C’erano anche tanti bambini che si conoscevano e giocavano sempre insieme, in realtà questi bambini facevano tutto insieme e perfino quando erano a scuola lavoravano, dipingevano, imparavano tante cose ….sempre insieme…

Un giorno, la maestra si accorse che era arrivato il momento di svelare ai suoi alunni che, oltre al loro bellissimo paese, c’è tutto un fantastico mondo da scoprire.

Il mondo è pieno di sorprese da scoprire, luoghi da conoscere, storie da ascoltare e tanti paesi con nomi diversi ma, più di tutto, ci sono  persone che raccontano storie  che non avevano ancora ascoltate; storie di uomini e di donne con vestiti dai colori sgargianti oppure con i capelli lunghissimi (o magari cortissimi, addirittura senza capelli)…

Sì, era proprio arrivato il momento di raccontare tutte queste cose ai suoi alunni, quindi, da quel giorno, la maestra decise di iniziare la giornata raccontando fatti e storie degli altri paesi, facendo anche vedere delle foto che aveva cercato con molta cura, usando il suo computer.

Raccontò di quei bambini di Rosso City che vollero organizzare una festa di carnevale per tutti i loro nonni ed avevano trascorso delle ore meravigliose danzando con le nonne, mangiando i dolcetti ed accompagnando i nonni nella sfilata dei carri fatti dai bambini.

I bambini di Colorlandia erano rimasti entusiasti di quella volta che, i bambini di Verde Valley, costruirono una macchina chiamata Brum Brum per portare a spasso chiunque volesse fare un giro molto interessante, alla scoperta della città.

Una volta, la maestra si soffermò a raccontare di quando un uomo molto speciale si prese cura dei ragazzi di Yellow Village. Costui aveva un grande amore ed un grande impegno ad aiutare tutti ma proprio tutti i ragazzi in difficoltà del villaggio…

I bambini di Colorlandia però non avevano ancora compreso perché gli abitanti di Blue Land avessero sempre la testa fra le nuvole…

I bambini di Colorlandia, ogni giorno, dopo la scuola, si riunivano per discutere.

Discutevano sempre delle storie che avevano ascoltato finché decisero di andare a trovare i bambini di Rosso City, quelli di Verde Valley e anche quelli di Yellow Village….dopo qualche momento di indecisione decisero di andare anche a Blue Land…quindi andarono prima a chiedere il permesso ai genitori che dopo una lunga discussione con la maestra, accettarono aiutandoli a preparare tutto quello che serviva. Prepararono quindi la valigia e partirono…….

Scoprirono che in ogni paese c’erano delle novità sensazionali e delle abitudini che invece erano come le loro, tutti i bambini scoprirono che ogni bambino di quei paesi e quelle città con quei buffi nomi, non era poi così diverso da come erano loro, perché tutti avevano un papà ed una mamma, molti avevano dei fratelli e delle sorelle, tutti andavano a scuola ed avevano delle maestre che gli volevano bene e che insegnavano tantissime cose.

In ogni paese c’erano delle leggi a cui obbedire e a volte c’era anche qualche birichino a cui far migliorare il proprio comportamento…ma questo si sa, capita dappertutto!

I bambini divennero così amici di tutti i bambini di questi paesi e decisero di non dimenticare mai l’amicizia nata con questo viaggio e continuarono ad essere amici di ogni bambino che incontravano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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18 giugno 2011 6 18 /06 /giugno /2011 20:46

IL SEGRETO DI MARTINA

Martina era una bambina di appena quattro anni; bionda, due occhioni azzurri come il cielo d’estate, un po’ monella, ma come lo sono tutti i bimbi di quattro anni.

Martina,però, aveva qualcosa di speciale! Pur essendo birichina, era timida e non permetteva a tutti di entrare immediatamente nel suo piccolo grande mondo.

Il suo era davvero un universo eccezionale!

C’erano tanti amici: coniglietti rosa, elefantini blu, bruchi viola ed uccellini verdi, gialli, arancione, lilla ed ancor di più!

Non parlava di questo mondo perché ne era un po’ gelosa e poi perché pensava che i suoi amici, quelli con cui giocava in cortile, non avrebbero potuto capire ed apprezzare il “giardino” in cui amava così tanto andare a giocare.

Un giorno, però ( era il giorno dopo il solstizio d’estate ), ci fu un temporale violentissimo.

Lampi luminescenti squarciavano il cielo plumbeo, carico di nuvoloni neri che oscuravano l’atmosfera fino a farla sembrare notte.

Tuoni prepotenti rimbombavano tra le stanze facendo tremare i vetri delle finestre.

I fischi di vento erano tali da far credere a chiunque che ci fossero strani spettri che si erano svegliati e stessero passeggiando per le case.

Alessandro ( uno degli amici di Martina ) era seduto, sconsolato ed un po’ impaurito dal tempo, sui gradini del pianerottolo di casa quando la bambina arrivò proprio lì, mentre stava tornando a casa dalla mamma.

“ Cosa fai lì, Ale?” gli chiese.

“ Non so cosa fare. Que-questo temporale…Non ho voglia di guardare la tele, e non ho neanche voglia di giocare alla play…non si può nemmeno andare in cortile!!! Uffa che noia!”.

Martina fissò Alessandro per un momento e poi, timidamente, chiese:” Vuoi venire con me, nel mio giardino?”.

Alessandro la guardò stupito:”Ma quale giardino, non vedi come piove?! Tu sei matta!”.

Martina si sentì offesa e gli rispose per le rime:” Sei matto! Non capisci proprio niente Io ho un giardino bellissimo e tu no!!!”.

Alessandro si sorprese della sua reazione.

“ Va bene, va bene! Eccomi! Dov’è questo giardino?”.

Un lampo di gioia  riempì lo sguardo azzurro della bambina.

“ Ssst! Seguimi!” prese per mano Alessandro e lo guidò in fondo al pianerottolo.

Il bambino era sconcertato perché non aveva mai avuto il coraggio di andare lì!

Martina spinse il vecchio cancello in ferro battuto; cigolò un po’, poi si aprì e lo oltrepassarono.

Salirono la vecchia rampa di scale in pietra, dalle piccole finestrelle lampi e tuoni continuavano a folgorare il cupo cielo.

“ Do-dove andiamo, Marti?”

“Adesso vedrai il mio giardino”.

Salirono fino in cima.

C’era un’enorme soffitta, piena di casse; armadi e cianfrusaglie non si sa nemmeno di chi. Si trovavano vecchie cappelliere impolverate appoggiate su dei grandi bauli tappezzati da stoffe con animali dai piumaggi colorati, uccelli di paradiso ed esotiche fenici.

Scatoloni posti sopra gli armadi del  ‘900 pieni di scarpe, vecchi pentolami, tazze di porcellana decorata, posate e quant’altro.

Martina aprì uno dei grandi armadi ed ecco degli stupendi abiti per il Charleston, vestiti di seta, pizzo, lunghi, corti e coloratissimi boa di struzzo, piume da intrecciare con i capelli… e poi scarpe, stivali, guanti e mantelli di velluto.

“ Oh! Ma è bellissimo”

“ Io te l’avevo detto che era un giardino! Qui posso giocare e diventare ogni cosa”.

Alessandro era sbalordito mentre Martina era felice: poteva finalmente condividere con qualcuno tutto quel tesoro!

“ Aspetta c’è ancora una cosa che ti voglio mostrare…”
Martina si diresse verso uno dei bauli più grandi: era in legno scuro, molto pesante.

Tolse la cappelliera e lo aprì: Alessandro ci guardò dentro e rimase senza parole.

C’erano strani ed esotici animaletti in legno intagliato ed un gran numero di libri pieni di immagini di paesi lontani, bestie, fiori, piante e persone.

Lettere scritte un secolo fa, cartoline ed antichi diari.

Martina prese uno dei numerosi libri e lo aprì…

Si sedettero sotto l’abbaino ed ecco che, sfogliando quel vecchio libro entrarono nel giardino…

Un giardino bellissimo e prezioso in cui tutte le avventure sono vivibili e possibili…

Altro che Tv e computer!!!

Martina ed Alessandro erano, ora, nel magico giardino della Fantasia!

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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 10:18

UN BAMBINO UN PO’ MONELLO

Egidio è un bambino di otto anni; capelli biondi; occhi nocciola ed ha un sorriso birichino e furbetto. sempre sul viso.

E’ un bimbo con un cuore grande e generoso ma, fino a poco tempo fa, aveva la pessima abitudine di fare i capricci per niente: voleva sempre aver ragione, era fastidioso e chiassoso; non gli importava nulla degli altri quando voleva qualcosa per sé…a volte volavano anche le mani!    

Tutto ciò impediva al suo gran cuore di manifestare i

propri meravigliosi doni che sembravano

imprigionati e quando, a volte, riuscivano ad emergere, stupivano genitori, nonni, zii, amici e perfino le sue maestre che dovevano continuamente riprenderlo per il comportamento.

Egidio, però, con il trascorrere dei giorni, si accorse che i

suoi amici (quelli con cui giocava a calcio tutti i pomerig-

gi) lo stavano evitando.

Infatti, non andavano a chiamarlo per giocare a pallone;

durante la ricreazione, a scuola, si avvicinava a loro che si

soffermavano solo per cinque minuti , poi, chi con una scu-

sa, chi con un’altra, si allontanavano.

Questo succedeva perché si erano stufati delle sue bizze e

delle sue mani volanti.

Con il tempo, le cose non miglioravano, anzi: peggioravano

paurosamente!

Un pomeriggio, era il periodo dell’Avvento, Egidio sì

trovava nel cortile della parrocchia: era solo; stava

guardando i due gruppi di amici che disputavano l’ennesi-

ma partita di pallone.

Gli vennero le lacrime agli occhi.

Si mise a piangere sommessamente.

Non era un capriccio rumoroso ed indisponente,

erano invece lacrime di solitudine.

Laura era una delle sue amiche, proprio quella cui 

aveva sempre tirato le trecce e canzonata perché cicciottel-

la: Laura si era accorta di lui e decise di avvicinarsi:

- Perché piangi Egidio?-

-… …- silenzio.

-    Rispondi: perché piangi?-

-    Sono solo! Nessuno vuole giocare con me…

Perché ?

-  Ma Egidio! Davvero non sai perché?

- No…boh! Penso…

-    Come?

-    Forse sono stato un po’ monello

-    Solo un po’? No, Egidio; sei stato insopportabile ed abbiamo dovuto difenderci! Tu mi tiravi sempre le trecce; prendevi in giro chi porta l’apparecchio oppure gli occhiali…questo non è giusto: non ci sei solo tu e poi tutti sappiamo che sei un bambino generoso ed hai il cuore pieno di bontà. Perché ti comporti da bambino viziato?-

-    ………-

-    Vedi: non rispondi perché sai già tutte queste cose; allora comportati bene!-

-    Sì, hai ragione, prometto che mi comporterò bene, non sarò più monello…Lo prometto davvero!

Così fece: Egidio promise e continua a mantenere la sua promessa, a volte è birichino, - ma lo sono tutti i bambini!- Non è più solo, anzi ogni pomeriggio, i suoi amici, lo chiamano per giocare a calcio ma non sempre ci va’ perché, ogni tanto, preferisce andare a pattinare insieme a Laura.

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24 febbraio 2011 4 24 /02 /febbraio /2011 18:32

 

LA  PENNA STILOGRAFICA

Questa è la storia di una penna stilografica molto vecchia, si potrebbe dire quasi antica.

Questa bellissima Stilografica vanta un glorioso passato di scritture importanti.

Era stata infatti la fedele compagna di carriera di un medico che seguiva con profondo rispetto e senso del dovere ogni singolo caso di malattia, dalla più grave (ahinoi!)  a quella immaginaria.

Il dottore era dotato di un cuore caritatevole perché non solo si occupava dei pazienti abbienti che si presentavano chi con il raffreddore, chi con nulla se non la voglia di farsi coccolare un po’. Egli infatti amava trascorrere molto tempo insieme a quei malati veramente poveri per cui le cure più banali possono gravare pesantemente su una situazione già estremamente difficile.

Ebbene questo dottore si occupava di tutti con lo stesso amore e la stessa comprensione.

Scriveva tutte le cure con la sua penna stilografica:

Lei era orgogliosa di accompagnare il suo medico in ogni avventura ed era ancora più fiera quando dal suo pennino fluiva l’inchiostro annotando le cure per la buona salute.

Un giorno però, anche il dottore smise di visitare i malati e raggiunse la dimora dell’ Eterno Riposo.

Lasciò la sua fedele compagna sulla sua scrivania ma, purtroppo, il passo dallo scrittoio al cassetto fu breve.

La cara stilografica si ritrovò, per un lungo periodo, avvolta nel buio e seppellita dalla polvere, irrimediabilmente dimenticata laggiù in fondo.

Passarono alcuni anni ed il figlio del dottore, suo adorato padrone, crebbe e con lui crebbero anche quei valori di bontà e pietà di cuore che già erano del padre.

Il giovane studente,però, utilizzava penne; biro; matite cosiddette “usa e getta”.

Non pensava certo a quella penna stilografica che ascoltava i racconti delle matite che venivano puntualmente riposte nel cassetto.

Lei, bellissima, era sempre in fondo al cassetto, al buio ed impolverata ed ogni dì più vecchia e triste. Ormai non sperava più di uscire da lì per ricominciare a scrivere, magari solo qualche scarabocchio…nulla più!

Era lì e basta quando, un giorno, sentì un gran trambusto.

Una mano frugava nel cassetto ed una voce diceva:” Guarda bene, dovrebbe esserci!”.

La mano continuava a frugare… quando…All’improvviso la stilografica si sentì vorticare nell’aria, la luce l’avvolse ed un soffio la liberò dalla polvere.

Era uscita dalla tenebra del cassetto!

Non ci poteva credere!!!

“Forse mi sbaglio! Mi vorranno gettare! Come faccio adesso?! Aiuto…ma…ma…!?!”.

Questi furono i suoi pensieri intrisi di panico ma in un attimo la gioia ebbe il sopravvento perché riconobbe immediatamente i sintomi :” Ecco, è la cartuccia dell’inchiostro…mi avvita! Sì, scrivooo…!!!”.

Ebbene sì, il giovane studente era diventato medico e per continuare l’opera del padre aveva scelto la stessa compagna: la cara vecchia, fiera, bellissima penna stilografica!!!

 

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20 febbraio 2011 7 20 /02 /febbraio /2011 19:28

LA GATTA

Adoro guardare la gatta della mia vicina di casa.

E’ una bella miciona: se non fosse per la punta delle zampette e per una macchia sull’occhio sinistro bianca, sarebbe proprio una gatta nera.

E’ molto originale perché ama dormire acciambellata su di un morbido cuscino o su una calda coperta di lana a quadrettini rossi e gialli; le piace giocare rincorrendo palline colorate e gomitoli di filo.

Beve grandi quantità di latte ed è ghiotta delle merendine dolci, in particolari quelle con la cioccolata…ma ciò che la rende veramente unica è la sua passione per il bagno.

La gatta, infatti, adora immergersi nell’acqua calda e profumata di bagni schiuma al mughetto e farsi strofinare.

Bisognerebbe proprio vederla!

Quando la sua padrona prepara la vaschetta con l’acqua e la schiuma, lei si avvicina e tranquilla entra nel catino e si lascia lavare.

Dopodiché, si lascia strofinare con il suo asciugamano rosa e poi, pochi colpi di phon terminano l’asciugatura dello splendido pelo. Un’energica spazzolata per lucidare il manto ed in ultimo, qualche goccia di colonia!

E sì, è proprio bella la gatta della mia vicina…Ma io ho scoperto perché lei si lascia fare tutte queste cose!

Perché?

Questa mattina mi sono affacciata alla finestra più presto del solito; il sole non si era ancora timidamente affacciato da dietro la collina ed io l’ho vista sul tetto dei garage.

Era lì, tenera, tenera che giocava con un bel gattone soriano, biondo ed orgoglioso.

Era evidente che la gatta della mia vicina ed il gatto soriano erano come due romantici fidanzatini.

Ecco perché la gatta della mia vicina si lascia lucidare il pelo: si è innamorata e vuole essere bella per il suo gatto soriano, biondo ed orgoglioso!

Cosa non fa fare l’Amore!

Davvero!

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20 febbraio 2011 7 20 /02 /febbraio /2011 19:28

LA GATTA

Adoro guardare la gatta della mia vicina di casa.

E’ una bella miciona: se non fosse per la punta delle zampette e per una macchia sull’occhio sinistro bianca, sarebbe proprio una gatta nera.

E’ molto originale perché ama dormire acciambellata su di un morbido cuscino o su una calda coperta di lana a quadrettini rossi e gialli; le piace giocare rincorrendo palline colorate e gomitoli di filo.

Beve grandi quantità di latte ed è ghiotta delle merendine dolci, in particolari quelle con la cioccolata…ma ciò che la rende veramente unica è la sua passione per il bagno.

La gatta, infatti, adora immergersi nell’acqua calda e profumata di bagni schiuma al mughetto e farsi strofinare.

Bisognerebbe proprio vederla!

Quando la sua padrona prepara la vaschetta con l’acqua e la schiuma, lei si avvicina e tranquilla entra nel catino e si lascia lavare.

Dopodiché, si lascia strofinare con il suo asciugamano rosa e poi, pochi colpi di phon terminano l’asciugatura dello splendido pelo. Un’energica spazzolata per lucidare il manto ed in ultimo, qualche goccia di colonia!

E sì, è proprio bella la gatta della mia vicina…Ma io ho scoperto perché lei si lascia fare tutte queste cose!

Perché?

Questa mattina mi sono affacciata alla finestra più presto del solito; il sole non si era ancora timidamente affacciato da dietro la collina ed io l’ho vista sul tetto dei garage.

Era lì, tenera, tenera che giocava con un bel gattone soriano, biondo ed orgoglioso.

Era evidente che la gatta della mia vicina ed il gatto soriano erano come due romantici fidanzatini.

Ecco perché la gatta della mia vicina si lascia lucidare il pelo: si è innamorata e vuole essere bella per il suo gatto soriano, biondo ed orgoglioso!

Cosa non fa fare l’Amore!

Davvero!

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