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15 luglio 2011 5 15 /07 /luglio /2011 18:48

Il sole splendeva alto sulla vallata e un vento fresco accarezzava le fronde degli alberi, Lilia aveva alzato lo sguardo appena oltre il prato: era tutto così bello… da togliere il respiro.

Lilia sentì il richiamo della mamma che proveniva dalla casa, rispose a gran voce e si avviò di corsa, l’andatura lenta e sgraziata diventava ancora più ridicola quando si affrettava.

Sapeva di dover rientrare: stavano per arrivare gli ospiti dei signori e Lilia non poteva stare fuori. Quella era la regola ma lei l’accettava volentieri: la mamma le aveva spiegato quanto erano stati buoni a tenerla lì decidendo di non mandarla in città, in quel posto dove tenevano quelli come lei. L’aveva visto una volta: era buio e grigio aveva muri alti con spesse sbarre alle finestre. Non si vedevano le colline da lì, quindi era molto meglio restare nella grande casa e stare buona buona in cucina ogni volta che arrivava qualcuno.

E poi, era tornato Gustavo per le vacanze, ed era meglio restare vicino alla mamma: lui e i suoi amici la prendevano in giro e le avevano anche tirato addosso dell’acqua bollente una volta: volevano vedere se era abbastanza veloce per scansarla. Lilia non aveva detto nulla: aveva tanta paura che i padroni l’avrebbero mandata via se avesse osato lamentarsi del loro figlio.

Tobi l’aveva preceduta abbaiando e saltando fino quasi a farle perdere l’equilibrio.

Lilia si avviò in cucina dove la mamma era indaffarata a preparare il pranzo per tutte quelle persone. Senza parlare, cominciò a pulire le verdure: ormai conosceva i suoi piccoli compiti. Non poteva toccare i coltelli perché era troppo sbadata, ma il resto lo sapeva fare.

La porta della cucina si era aprì e Lilia fu investita da un buon profumo di fiori. Una donna elegante era entrata, l’aria un po’ spaesata di chi si è persa.

«Non riesco più a trovare la strada per il salone, potete accompagnarmi?»

Lilia era rimasta ferma, le spalle alla porta avevano solo sentito la voce. Sapeva che non doveva farsi vedere, bastava non muoversi, non voltarsi…

La mamma si era pulita le mani nel grembiale, impacciata.

«Venite, signora. Vi mostro la strada» un’occhiata ansiosa ai fornelli dove cuoceva il pranzo.

«No, non è necessario che lasci i fornelli, mi accompagnerà la ragazzina!»


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